Torino, bar e ristoranti in ginocchio. “Il Trullo” di Corso Casale: “Questo mese non riusciamo neppure a pagare l’affitto dei muri”

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La ristorazione è uno dei settori maggiormente colpiti dalla crisi dovuta alla pandemia e all’emergenza sanitaria. A lanciare il grido d’allarme sono i baristi e ristoratori di Torino. Michele Checa, dell’Associazione Libertà di Parola, che si occupa di raccogliere le proteste della cittadinanza in un’ ottica costruttiva, si è fatto portavoce delle loro esigenze. E assieme all’imprenditrice nel settore della Ristorazione Patrizia Boccetti nella serata di venerdì 5 giugno ha voluto toccare con mano le problematiche che stanno vivendo gli operatori della ristorazione a Torino e hanno, per così dire, fatto visita al Ristorante “Il Trullo” che lavora da anni in Corso Casale 91, nella zona Madonna del Pilone. “Abbiamo verificato di persona l’effettiva riduzione delle presenze nel ristorante – ci dice il Presidente dell’Associazione-. Venerdì scorso alle 20,30 i tavoli occupati erano soltanto 5, con appena 15 coperti, nulla se rapportati ai 100 che si contavano prima della crisi sanitaria”. Il titolare Gabriele Calò si dice fortemente preoccupato: “Abbiamo avuto un calo di circa il 90% delle presenze all’interno del locale. Lavoriamo più che altro con il cibo d’asporto, ma questo mese non riesco a pagare neanche l’affitto dei muri” Gli fa eco Checa: “E’ una situazione drammatica per il settore della ristorazione che si trova con costi fissi quali affitti, spese e stipendi mensili del personale da pagare, camerieri che si devono lavorare a rotazione 3 giorni a settimana e che non hanno ancora visto i soldi della cassaintegrazione del mese di marzo e aprile”. Anche in centro a Torino la situazione reddituale per i ristoranti è in brusca picchiata, ovviamente al ribasso. Al Ristorante “Vittoria 1918”, in via Carlo Alberto 34, proprio in pieno centro città, il titolare lamenta un calo delle presenze del 50%. E ci dice: “Spesso molti clienti prenotano un tavolo e poi non si presentano”. Patrizia Boccetti, che ha accompagnato il Presidente Checa nel giro di “ispezione”, è preoccupata per il mondo della ristorazione. E ci dichiara: “Gli Italiani hanno subìto un lavaggio del cervello, sono stati spaventati dai mass-media in modo eccessivo; ora vediamo i risultati della cattiva comunicazione”. E aggiunge: “Nei prossimi mesi molti ristoranti rischieranno di chiudere definitivamente, il Governo dovrebbe incentivare gli Italiani a tornare nei ristoranti, favorendo soprattutto i prodotti italiani”. Massimo Moretto, titolare di un bar in via del Carmine, dietro piazza Statuto, invita tutti a tornare alla normalità e di non preoccuparsi. “Circolano voci denigratorie e ingiustificate nei confronti di ristoranti e bar, la gente non deve temere nulla dato che tutti gli esercenti adottano le precauzioni e sanificano gli ambienti di lavoro”

Nella foto Michele Checa in visita al Ristorante “Il Trullo” di Corso Casale a Torino