“Chiudete il Museo Lombroso”: lo chiede il senatore De Bonis, le repliche

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Si riapre la polemica sul Museo di Via Pietro Giuria, riaperto nel 2009, dedicato a Cesare Lombroso ed all’antropologia criminale. Ci prova con una interrogazione al Ministro Franceschini un senatore lucano, Saverio De Bonis, accostando al medico veronese influenze su antimeridionalismo e razzismo scientifico.

“Considerato – scrive De Bonis – che a Torino ha sede il museo di antropologia criminale dedicato a Cesare Lombroso. Il museo, di proprietà dell’università di Torino, rappresenta la più grande fossa comune di meridionali esistente al mondo, dato che vi sono contenuti i crani di uomini ritenuti delinquenti;

dal sito internet del museo emerge che il nuovo allestimento vuole fornire al visitatore gli strumenti concettuali per comprendere come e perché questo personaggio così controverso formulò la teoria dell’atavismo criminale e quali furono gli errori di metodo scientifico che lo portarono a fondare una scienza poi risultata errata;

nonostante gli allestitori del museo abbiano dichiarato che esso sia stato concepito con una “funzione educativa intesa a mostrare come la costruzione della conoscenza scientifica sia un processo che avanza grazie alla dimostrazione non tanto di verità, quanto della ‘falsificabilità’ di dati e teorie che non resistono a una critica”, il museo è oggetto di contestazioni pure da parte di un comitato “no Lombroso” che chiede, inoltre, che “le teorie criminologiche di Cesare Lombroso vengano rimosse dai libri di testo e le commemorazioni odonomastiche e museali” a suo nome vengano sospese;

le azioni del comitato proseguiranno finché l’ultimo reperto umano presente presso il museo non avrà ricevuto degna e cristiana sepoltura, così come è accaduto per i resti di Giuseppe Villella, su cui il Lombroso aveva preso un abbaglio, che per ordinanza del Tribunale di Lamezia Terme del 3 ottobre 2012 sono stati restituiti al suo paese natale,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non sia del parere che debba essere messa la parola fine, una volta per tutte, a questa perenne e costante campagna diffamatoria e razzista ai danni dei meridionali;

quali iniziative intenda intraprendere perché quanto rappresentato nel museo dedicato a Lombroso per avvalorare le sue insensate e balorde teorie fondate su una certa forma di razzismo scientifico, tra l’altro adottate dai nazisti come principio su cui basare la purezza della razza ariana, siano smentite. I nazisti, infatti, estesero la falsa teoria di Lombroso, pure di origine ebraica, ai tratti somatici degli ebrei per poi giustificarne lo sterminio;

se non ritenga che il museo Lombroso vada chiuso.”

Nel pomeriggio ha replicato il consigliere regionale Magliano, definendo l’atto ispettivo una “boutade” e rivendicando il carattere pienamente scientifico del Museo confermato anche dalla Corte di Cassazione. La scienza, ha detto la Suprema Corte “procede anche per errori”. Ma questo non è un motivo valido per cancellare la memoria di Lombroso. De Bonis, senatore eletto con le liste pentastellate in Basilicata, poi sarebbe stato espulso dal Movimento Cinque Stelle, tempo fa, ed avrebbe (ma la notizia non è stata nè confermata, nè smentita) subito secondo diverse fonti giornalistiche una condanna dalla Corte dei Conti, per alcuni contributi agricoli richiesti in modo illegittimo, e sarebbe stato indagato per truffa. Non che centri nulla con la vicenda del Museo, ma è iniziato oggi in città un valzer di commenti, indiscrezioni, anche nella base grillina, per le quali il senatore lucano sarebbe stato addirittura cacciato dai pentastellati per alcune violazioni del codice etico. Forse sarebbe opportuno che il senatore confermasse, o smentisse. Era o no, Lombroso, alla fine, razzista e antimeridionalista? Il dibattito, ne siamo sicuro, ormai è innescato. E si riempirà di nuovi spunti polemici. E non è materia nuova. Numerosi movimenti neoborbonici hanno da anni avviato cause e processi per ottenere la chiusura del Museo della “leggenda nera” , trecento metri di area presso il Palazzo degli Istituti Anatomici.