Campionato Italiano Surviving: vince Federico Mandelli, piemontese di Chieri

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Torino, 26 giugno – Il Campionato nazionale più caro ai survivalisti, edizione 2022, organizzato dalla FISSS, la Federazione Italiana Survival sportivo sperimentale, è andato ad un piemontese. E’ Federico Mandelli, ventiduenne di Chieri, in provincia di Torino. Si è imposto, con un punteggio finale di stretta misura sugli altri concorrenti, provenienti da tutta la penisola, nella sequenza di prove, alcune individuali ed altre di squadra, di difficoltà crescente comprendenti una impegnativa “scalata” con ostacoli e prove di abilità con un percorso totalmente “green” sulla collina torinese, dalla casa di Emilio Salgari sul Po fino al Colle della Maddalena. L’edizione di quest’anno, organizzata dal Salgari Campus – ISA di Enzo Maolucci, padre nobile del survivalismo europeo (nella foto mentre premia il vincitore), ha visto quale seconda classificata la ventitreenne Martina Sgambati, del SUISM torinese. La cerimonia di premiazione, condotta dalla popolare Renata Cantamessa, giornalista e scrittrice assai nota per l’impegno ambientalista, ha ricompreso anche momenti particolarmente toccanti, come il ricordo del giovanissimo istruttore di survival Riccardo Becchi, tragicamente scomparso l’anno scorso cui era intitolato, quest’anno, un riconoscimento doveroso con una menzione speciale. Tra gli altri premiati, nei primi dieci, i laziali Giulio Pacchioni e Silvio Gonzales ed il toscano Simone Fatticcioni che è stato eletto, nella stessa giornata, Rappresentante Nazionale Istruttori della Federazione. Le principali associazioni di survival italiane aderenti alla FISSS hanno inviato al contest nazionale concorrenti selezionati, ben preparati ed allenati a gestire soluzioni difficili e problemi seri di sopravvivenza: nodi, ripari, accensione di fuochi, interventi di emergenza sono solo alcuni degli ingredienti appassionanti di questa disciplina, che ha in Maolucci e nell’antropologo Alberto Salza i due pionieri più autorevoli sin dagli anni Settanta e che richiede, oltre alla componenti fisico-motorie ed atletiche, fortissime qualità psicologiche, una mente duttile ed una razionalità spiccata e flessibile, in grado di adattarsi alle situazioni più complesse. Una ricetta utile, in questi tempi difficili in cui la cultura dell’emergenza, la formazione nei confronti di calamità e catastrofi, la gestione pandemica e le situazioni di difficoltà come la carenza di acqua o gli scenari apocalittici che sembravano cosi’ distanti, ma cui ci stiamo purtroppo abituando, risulta efficace e seduttiva anche per moltissimi giovani. Tanto che, subito dopo l’evento, la FISSS è stata tempestata di richieste di iscrizione, per uno sport che unisce disciplina, prestazioni del corpo e della mente, istruzione ed allenamento ma anche tanto divertimento e spirito di squadra. Nella FISSS e nelle sue consociate (erano presenti Gian Luca Bovero, VIncenzo Barone e Daniele Manno, veri protagonisti, in varie regioni, della formazione dei survivalisti più qualificati) la didattica ha un ruolo fondamentale e ben trecento istruttori ed operatori specializzati, in tutta Italia, divisi in varie Scuole federali, assicurano ogni anno corsi di vario livello, con contenuti variegati dall’anatomia all’ecologia, dall’antropologia alle erbe medicinali, alla flora ed alla fauna alla gestione di situazioni critiche o a salvataggi in zone remote, o alle tracce umane ed animali. Un cocktail suggestivo su cui si misurano equilibrio, passione e problem solving, con una forte attenzione alla cultura di base ed alla capacità di spargere entusiasmo e coinvolgimento emotivo. Il giorno prima si era svolto un seminario di Bioetica ambientale, con numerosi esperti e docenti provenienti da tutta Italia (Alberto Salza, Marco Bertone, Roberto Pinna, Davide Bomben, Fortunato D’Amico, ed altri). Soddisfatto del Campionato Enzo Maolucci, direttore del Salgari Campus, tempio storico del survivalismo nazionale, antropologo e segretario federale, che con Max Giusio, presidente FISSS, ha coordinato lo svolgimento delle varie fasi organizzative (il giorno prima i concorrenti avevano anche partecipato ad uno specifico percorso didattico con prove di difficoltà crescente). Augurissimi a Federico, laureando in Scienze della Natura, neocampione tricolore di una disciplina che unisce performance fisica e intelligenza vivace e costruttiva. L’anno prossimo, il sogno è di realizzare con la regia della FISSS, in Italia, il Campionato Europeo di Survival, sport diffusissimo in Spagna ed altre realtà nazionali, portando in una località idonea del nostro paese un contest di rilievo continentale che, da anni, migliaia di cultori della disciplina attendono con trepidazione e speranza. (Foto di Ezio Sant)

Alcuni partecipanti al Campionato con Daniele Manno (a destra nella foto)
A sinistra Daniele Manno, di “Oltre”, realtà survivalistica di grande importanza
Enzo Maolucci premia il Campione Italiano di Surviving 2022
Organizzatori e dirigenti FISSS – Al centro la madrina del Campionato Italiano, Renata Cantamessa
Una delle prove più impegnative: la memorizzazione “a visione” delle mappe
Il professor Roberto Pinna: sopravvivenza e profili economici
Simone Fatticcioni, sesto classificato e Rappresentante Nazionale Istruttori FISSS
Martina Sgambati, seconda classificata in assoluto e prima nella categoria femminile dei Campionati Italiani di Surviving
Il Campione Italiano 2022 Federico Mandelli intervistato da Renata Cantamessa
Il Presidente FISSS in una fase del percorso formativo sulla bioetica ambientale

Torino, 26 giugno – Il Campionato nazionale più caro ai survivalisti, edizione 2022, organizzato dalla FISSS, la Federazione Italiana Survival e Sport sperimentali, è andato ad un piemontese. E’ Federico Mandelli, ventiduenne di Chieri, in provincia di Torino. Si è imposto, con un punteggio finale di stretta misura sugli altri concorrenti, provenienti da tutta la penisola, nella sequenza di prove, alcune individuali ed altre di squadra, di difficoltà crescente comprendenti una impegnativa “scalata” con ostacoli e prove di abilità con un percorso totalmente “green” sulla collina torinese, dalla casa di Emilio Salgari sul Po fino al Colle della Maddalena. L’edizione di quest’anno, organizzata dal Salgari Campus – ISA di Enzo Maolucci, padre nobile del survivalismo europeo (nella foto mentre premia il vincitore), ha visto quale seconda classificata la ventitreenne Martina Sgambati, del SUISM torinese. La cerimonia di premiazione, condotta dalla popolare Renata Cantamessa, giornalista e scrittrice assai nota per l’impegno ambientalista, ha ricompreso anche momenti particolarmente toccanti, come il ricordo del giovanissimo istruttore di survival Riccardo Becchi, tragicamente scomparso l’anno scorso cui era intitolato, quest’anno, un riconoscimento doveroso con una menzione speciale. Tra gli altri premiati, nei primi dieci, i laziali Giulio Pacchioni e Silvio Gonzales ed il toscano Simone Fatticcioni che è stato eletto, nella stessa giornata, Rappresentante Nazionale Istruttori della Federazione. Le principali associazioni di survival italiane aderenti alla FISSS hanno inviato al contest nazionale concorrenti selezionati, ben preparati ed allenati a gestire soluzioni difficili e problemi seri di sopravvivenza: nodi, ripari, accensione di fuochi, interventi di emergenza sono solo alcuni degli ingredienti appassionanti di questa disciplina, che ha in Maolucci e nell’antropologo Alberto Salza i due pionieri più autorevoli sin dagli anni Settanta e che richiede, oltre alla componenti fisico-motorie ed atletiche, fortissime qualità psicologiche, una mente duttile ed una razionalità spiccata e flessibile, in grado di adattarsi alle situazioni più complesse. Una ricetta utile, in questi tempi difficili in cui la cultura dell’emergenza, la formazione nei confronti di calamità e catastrofi, la gestione pandemica e le situazioni di difficoltà come la carenza di acqua o gli scenari apocalittici che sembravano cosi’ distanti, ma cui ci stiamo purtroppo abituando, risulta efficace e seduttiva anche per moltissimi giovani. Tanto che, subito dopo l’evento, la FISSS è stata tempestata di richieste di iscrizione, per uno sport che unisce disciplina, prestazioni del corpo e della mente, istruzione ed allenamento ma anche tanto divertimento e spirito di squadra. Nella FISSS e nelle sue consociate (erano presenti Gian Luca Bovero, VIncenzo Barone e Daniele Manno, veri protagonisti, in varie regioni, della formazione dei survivalisti più qualificati) la didattica ha un ruolo fondamentale e ben trecento istruttori ed operatori specializzati, in tutta Italia, divisi in varie Scuole federali, assicurano ogni anno corsi di vario livello, con contenuti variegati dall’anatomia all’ecologia, dall’antropologia alle erbe medicinali, alla flora ed alla fauna alla gestione di situazioni critiche o a salvataggi in zone remote, o alle tracce umane ed animali. Un cocktail suggestivo su cui si misurano equilibrio, passione e problem solving, con una forte attenzione alla cultura di base ed alla capacità di spargere entusiasmo e coinvolgimento emotivo. Il giorno prima si era svolto un seminario di Bioetica ambientale, con numerosi esperti e docenti provenienti da tutta Italia (Alberto Salza, Marco Bertone, Roberto Pinna, Davide Bomben, Fortunato D’Amico, ed altri). Soddisfatto del Campionato Enzo Maolucci, direttore del Salgari Campus, tempio storico del survivalismo nazionale, antropologo e segretario federale, che con Max Giusio, presidente FISSS, ha coordinato lo svolgimento delle varie fasi organizzative (il giorno prima i concorrenti avevano anche partecipato ad uno specifico percorso didattico con prove di difficoltà crescente). Augurissimi a Federico, laureando in Scienze della Natura, neocampione tricolore di una disciplina che unisce performance fisica e intelligenza vivace e costruttiva. L’anno prossimo, il sogno è di realizzare con la regia della FISSS, in Italia, il Campionato Europeo di Survival, sport diffusissimo in Spagna ed altre realtà nazionali, portando in una località idonea del nostro paese un contest di rilievo continentale che, da anni, migliaia di cultori della disciplina attendono con trepidazione e motivata speranza. (Foto di Ezio Sant)