Anche Sgarbi a ricordare Proietti: il nuovo Globe Theatre

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– Nella foto Alex Fersini, di Citynotizie, a Roma con Vittorio Sgarbi –

  • Servizio di Alex Fersini – Roma, 5 novembre. Anche il popolare Vittorio Sgarbi, che con ogni probabilità è in corsa per la candidatura a Sindaco della capitale, ha voluto esprimere il suo cordoglio in onore del compianto Gigi Proietti scomparso due giorni fa, il 2 novembre, data in cui avrebbe compiuto 80 anni. Gigante straordinario, a livello internazionale, del palcoscenico, il popolare attore romano lascia nel mondo dello spettacolo un vuoto incolmabile. La figlia Carlotta ha sottolineato come in questo momento difficile “il dolore è molto forte, ma sappiamo ene che questo lutto è di tutti”. Le esequie si sono svolte presso la Chiesa degli Artisti. Tutti, anche la sindaca, molto commossi, uno dopo l’altro sono saliti sul palco, in Piazza del Popolo – molti erano già passati dal Globe – a portare l’estremo saluto accanto alla bara ricoperta di rose rosse: Marisa Laurito, Pino Quartullo, Valentina Marziali (la prima Giulietta al Globe), Paola Cortellesi («ascoltandoti, da piccola pensavo che Amleto fosse una storia tanto allegra», racconta); Enrico Brignano che, ammette, «dopo il non ci sei» non riesce a mettere la parola «più»; Walter Veltroni, che ne ricorda l’ironia ma anche l’impegno culturale e politico. «Tutta la città – conclude Edoardo Leo, citando il sonetto che Proietti recitò in occasione dell’ultimo saluto ad Alberto Sordi – sbrilluccica de lacrime e ricordi. Che tu non sei solo un grande attore. Tu sei molto di più. Sei Gigi Proietti». La sindaca di Roma Virginia Raggi ha comunicato ufficialmente la decisione di intitolare il teatro voluto da Gigi a Villa Borghese, il Globe Theatre: “Roma vuole omaggiare Gigi Proietti dedicando a lui uno dei luoghi che gli erano più cari, il Globe Theatre, e di cui per anni ha gestito la direzione artistica mettendo in scena meravigliosi capolavori. La nostra città vuole ricordarlo per sempre così”, ha dichiarato la Sindaca.“

Un teatro elisabettiano, nato in epoca contemporanea e ristrutturato con un intervento mirabile, nel cuore di Roma. Il Silvano Toti Globe Theatre – che da oggi è diventato Gigi Proietti Globe Theatre – è unico nel suo genere, nella nostra Capitale e in tutta Italia. E’ stato inaugurato a Roma nel 2003, dopo tre mesi di lavori, in occasione dei 100 anni di Villa Borghese. Un gemellaggio virtuale con la città di Londra, dove ha sede lo storico Globe, il teatro di Shakespeare. La sua realizzazione è stata resa possibile grazie alla Fondazione Silvano Toti, associazione creata dalla famiglia Toti, in memoria del mecenate e imprenditore Silvano Toti. La realizzazione è avvenuta con un particolare rispetto per i vincoli ecologici: solo legno proveniente da foreste riforestate. La forma è circolare, come quello londinese. Ma senza copiarlo, con uno stile tutto italiano, ci teneva a sottolineare Proietti. L’ ingresso è da Piazza di Siena, proprio all’interno di Villa Borghese. Tra le sue principali caratteristiche, c’è il palcoscenico coperto, l’area del pubblico scoperta, la platea che ospita il pubblico in piedi (fino a 415 spettatori) e, da qui, dà modo di raggiungere i palchi su tre livelli, tutti realizzati in legno, per una capienza totale di 1206 posti. La pavimentazione è realizzata in blocchi di tufo posati a secco che danno l’idea della terra battuta. La sua altezza è di 10 metri, con un diametro interno di 23 metri ed esterno di 33 metri. La sua circonferenza esterna è di 100 metri e il tetto rivestito da scandole di rame. Nel teatro che è stato intitolato per sempre a Gigi sono già andate in scena tragedie e commedie elisabettiane e Proietti è riuscito a riportare i giovani a vedere “Romeo e Giulietta“, “Pene d’amor perdute“,  “Otello“, “Riccardo III“, “Molto rumore per nulla“, “Sogno di una notte di mezza estate“, “Re Lear“, “Il mercante di Venezia“, “La bisbetica domata” e “La tempesta“.


Gigi Proietti e il Globe 

Qualche tempo fa, in un’intervista rilasciata alla Rai, Gigi Proietti spiegava: “Il fatto che ancora si mettano in scena lavori di Shakespeare non ha una risposta rapidissima, bisognerebbe fare delle analisi, dibattere. Io personalmente lo ritengo fondamentale […]. Si chiamano classici perché non chiudono, non smettono mai di interessare – proseguiva Proietti – L’Amleto non è che può chiudere, non se ne possono fare solo delle riletture. Noi qui al Globe Theatre, molto modestamente, cerchiamo di farlo conoscere, più che fare critica, cerchiamo di leggerlo insieme con il pubblico e sembra che l’idea abbia attecchito. Viene moltissima gente, soprattutto giovani e stanno attentissimi – continuava Proietti – ci siamo dati il compito di farlo conoscere e non è cosa da poco, dobbiamo occuparci delle traduzioni, cercando di far arrivare lo spirito dell’autore.

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