Alpignano, in cerca di asilo aggredisce, danneggia, insulta i CC: ma ora chi tutela il personale dell’ex hotel?

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L'hotel di via Fornace ad Alpignano, prima dell'insediamento del Centro Accoglienza

Di A. Crostadoro

 

Ennesima puntata del caos ormai cronicizzato del Centro Migranti di Alpignano, in borgata Fornace, dove in un hotel (ormai semidistrutto, pare, dai gentili ospiti di colore) proseguono violenze, proteste ed aggressioni a getto continuo. Non bastava nel medesimo Comune la chiusura del ponte, dopo due settimane di ritardo dalle prime segnalazioni, che costringe i cittadini ad un tour di chilometri in piu’ per andare al lavoro od a fare la spesa. Cosa aspettano politici e forze dell’ordine a tranquillizzare gli abitanti della cittadina alle porte di Torino che non e’ certo una roccaforte leghista, e ha una solida tradizione di sinistra, ma dove ora molti cittadini stanno perdendo la pazienza, stufi di mesi di tolleranza e buonismo, e chiedono addirittura a Salvini ed altri parlamentari di effettuare una visita nell’area? I carabinieri di Rivoli, questo l’ennesimo tassello del mosaico di paura, hanno arrestato un ragazzo di 21 anni del Gambia, ospite da alcune settimane del Centro di accoglienza straordinaria (Cas) allestito all’interno dell’Hotel Parlapà. Il giovane dovrà rispondere di danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale, violenza e minaccia a incaricato di pubblico servizio.

Il ragazzo, in evidente stato di agitazione psicofisica e probabilmente in un accesso di violenza cui, pare, operatori e mediatori (africani, pare senegalesi, anch’essi) avevano cercato invano di porre argine, ha danneggiato gli arredi dell’ ex albergo, ormai fatiscente in molte parti ad opera dai delicati ospiti, causando danni per migliaia di euro, e quindi ha aggredito una operatrice legale (probabilmente ex dirigente della struttura, sussurra un mediatore) che cercava di calmarlo. La donna è stata purtroppo ricoverata, dolorante, all’ ospedale di Rivoli, con una sospetta rottura del menisco del ginocchio destro. I colleghi della donna, hanno allertato i carabinieri (i dieci aitanti poliziotti, che costituiscono un “cordone esterno” alla struttura, per qualche nobile motivo, non possono accedere “per ordini superiori” al Centro e restano sui mezzi con noiose sedute di tablet e telefonini, come riferiscono i cittadini delle case della borgata molto spazientiti). I militi dell’Arma, giunti sul posto, hanno cercato di bloccare il ventunenne. Questi ha opposto resistenza ma dopo alcuni minuti è stato immobilizzato e trasportato in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria.La gente della zona non ne puo’ piu’, la situazione dura ormai da anni, e parlando con i cittadini, questi riferiscono che gli ospiti girano indisturbati, a piedi o in bici e spesso senza mascherina (nonostante i trenta casi di Covid rilevati dall’ASL competente), per Alpignano, sputano, insultano, consumano droghe leggere, fanno i loro bisogni per strada. Un bello spettacolo, ma ora in citta’ la pazienza e’ appunto giunta ai limiti e alcuni immigrati siciliani della zona, che ora simpatizzano per la Lega, dicono di voler scrivere a Salvini, e si chiedono come sia possibile che nessun parlamentare, di destra o di sinistra, si prenda mai carico della incredibile situazione. I rischi per l’incolumita’ degli operatori che lavorano nel Centro sono altissimi. Minacce di morte, lesioni, offese quotidiane, episodi di aggressione, bocche cucite per il timore di licenziamenti, ritorsioni e mobbing, scenate di intimidazione, sono il pane quotidiano di questi lavoratori. Chi dovrebbe proteggerli? Ma fino a quando potra’ durare? Cosa deve ancora succedere perche’ si fermi la spirale del disordine e del caos nell’ex hotel di via Fornace? E’ questa l’integrazione promessa dai sostenitori del multiculturalismo, la virtuosa spirale dell’accoglienza, idealizzata da ineffabili sognatori, o e’ invece, come sussurra qualcuno, magari i soliti maliziosi sovranisti e populisti, il “bisinisse” di qualche piu’ o meno noto “cumpa'”? Forse, la visita di qualche deputato, senatore o consigliere regionale potrebbe provare ad avviare qualche modesto chiarimento e far cambiare finalmente direzione, sentendo, intervistando e possibillmente tranquillizzando centinaia di cittadini della zona, soprattutto nell’area Fornace e di via Valdellatorre, in preda alla motivata e quotidiana angoscia?